LA CERTOSA DI CALCI – Pisa

La Certosa di Calci è una meraviglia che si trova in provincia di Pisa, nel comune di Calci, in una zona di pianura ai piedi dei Monti Pisani chiamata Valgraziosa, a circa 10 Km da Pisa.

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L’aspetto attuale ha forme barocche ed è composta da un grande cortile interno subito dopo l’ingresso, dedicato alla vita comune e punto di incontro con il mondo esterno,

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Il bel prato esterno

 

mentre dopo gli edifici che circondano il cortile sono disposte le celle, gli orti e gli ambienti più riservati e tranquilli, adatti alla regola di vita certosina.

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Nel cortile interno si trova anche il cimitero così che i certosini potevano rimanere nella Certosa anche dopo la morte.

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il cimitero all’interno della Certosa

 

La Certosa fu fondata nel 1366 da parte dei monaci certosini e ampliata nel corso dei secoli XVII e XVIII.

La sua costruzione, autorizzata dal vescovo pisano Francesco Moricotti, fu sostenuta economicamente da alcune nobili famiglie pisane.

A partire dal 1923 il Ministero della Pubblica Istruzione si adoperò per promuovere l’apertura della Certosa come Museo nazionale; l’idea fu concretizzata solo nel 1972 quando la Certosa fu abbandonata dai pochi monaci rimasti e divenne Museo Nazionale.

Oggi è possibile visitare la chiesa, le cappelle, il chiostro grande ed una cella, il refettorio, la foresteria.

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il refettorio con i meravigliosi affreschi

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piccolo chiostro interno: la nostra visita con i cugini americani!

 

Nel 1979 una parte del complesso monastico fu concessa in uso perpetuo e gratuito all’Università di Pisa, che vi fondò il Museo di Storia Naturale e del Territorio.

LA STORIA DELL’ORDINE

Nel 1084 il nobile Bruno fondò in Francia il primo monastero certosino, che prende il nome dal massiccio di Chartreuse in Francia, luogo di fondazione.

L’ordine certosino decise di seguire le regole benedettine (ora et labora), con l’aggiunta di un’altra regola, quella del silenzio assoluto.

LA VITA IN CERTOSA

I padri certosini vivevano in clausura e no potevano avere nessun rapporto con l’esterno.

All’entrata dell Certosa troviamo il motto “o beata solitudo, o sola beatitudo” ricorda la loro regola principale.

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Soltanto in alcuni momenti della giornata i monaci potevano svolgere attività comuni, come passeggiare nella parte chiamata “spaziamento”, mangiare nel refettorio, conversare nella cappella del colloquio, assistere alla messa nella chiesa.

Insieme ai padri certosini vivevano i Conversi, laici che non avevano l’obbligo della clausura e si occupavano delle attività quotidiane. La Certosa era come una piccola società: ognuno aveva i suoi compiti.

Il monaco padre prendeva i voti, diceva messa, doveva rispettare il silenzio, indossavauna veste bianca con cappuccio, si radeva barba e capelli.

Il fratello converso prendeva i voti ma non quelli da sacerdote e poteva avere contatti con l’esterno.

Indossava una tunica bianca ed aveva la barba lunga. La sua cella era più piccola di quelle dei monaci.

Attraverso una bacheca oraria (ancora visibile nella Certosa) venivano affidati i compiti quotidiani: preghiera, studio, attività manuali.

Poichè non potevano comunicare ciascun padre leggeva sulla bacheca i suoi compiti: “rasura” significa che doveva recarsi dal monaco barbiere; “spatiamentum” che doveva uscire a passeggiare; “mundatio” che doveva consegnare i panni sporchi al monaco addetto alla lavanderia.

LA CHIESA fu costruita nel XIV secolo ed è suddivisain due parti, una per i monaci e l’altra per i conversi. Per decorare la chiesa della Certosa sono state utilizzate tecniche artistiche diverse che la rendono un tesoro d’arte: la tarsia lignea, l’affresco, la tarsia su pietra.

 

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particolare della chiesa: l’angelo che visto da una parte sorride e dall’altra è triste

Gli affreschi della Certosa ci svelano molti particolari della vita dei certosini ed alcuni di essi contengono curiosi effetti ottici.

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Molti personaggi illustri, come i Granduchi di Toscana, hanno soggiornato nella Certosa, all’interno della parte chiamata foresteria.

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Le celle dei monaci si affacciavano sul chiosco grande ed erano piuttosto ampie e con giardino, che i monaci coltivavano.

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il chiostro centrale

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Nella Certosa è ancora visitabile la Farmacia, dove venivano preprati prodotti a base di erbe degli orti della Certosa stessa.

Uscendo dalla Certosa avremo la sensazione di aver visitato un luogo magico e avremo gia il desiderio di tornare a visitarla.

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